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L’approfondita indagine gnatologica e la valutazione dei dati che ne derivano permette di arrivare alla diagnosi, detta anche diagnosi confluente.

Se esistono problematiche legate all’occlusione, alla muscolatura o all’ATM, si può proporre una terapia con bite.
 

 

Il bite è un apparecchio ortopedico interocclusale, rimovibile, generalmente costruito in resina acrilica autopolimerizzante, che ricopre tutta la superficie masticatoria dei denti dell’arcata mascellare superiore o inferiore.
Esistono diversi tipi di bite e, a seconda della diagnosi, possono essere costruiti in maniera differente e con scopi completamente diversi.
Un bite costruito senza una diagnosi dello specialista potrebbe essere completamente inutile o addirittura controproducente.
Ad esempio, un bite costruito per una lussazione condilo-discale riducibile, deve essere efficace pressoché immediatamente, appena inserito in bocca e il click, presente in questi casi, deve scomparire. In caso contrario, questo bite non è stato realizzato nelle posizione corretta.


Rivalutazione della sintomatologia

Il periodo di cura col bite viene generalmente definito “Preterapia”, perché, una volta risolta la sintomatologia o riportata la mandibola nella corretta sede, se la diagnosi sarà confermata, il bite verrà sostituito con trattamento ortodontico, protesico, chirurgico.
Tutti i bite, ad eccezione di rari casi, rientrano nella cosiddetta “Fase 1” o “Preterapia” che va distinta nettamente dalla “Fase 2”.
La “Fase 1” è un trattamento conservativo che non produce cambiamenti irreversibili; è un trattamento transitorio che può essere associato a medicazioni, chiropratica, terapia fisica e psichica.
La “Fase 2” è invece un trattamento “non reversibile o invasivo”, secondo l’American  Dental  Association, e può comprendere molaggi, protesi, ortodonzia o chirurgia.
E’ pertanto estremamente importante non procedere mai con la “Fase 2” se non dopo una corretta diagnosi che abbia accertato la causa dei sintomi.

 

Terapia definitiva

La “Fase 2“ è in realtà proposta solo in rare occasioni. Esempi pratici e casi cliniciconsentiranno di illustrare quando possono o debbano essere richieste queste terapie definitive.

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